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lunedì 31 ottobre 2016

Ötzi: per un pugno di ambra

"Ötzi: per un pugno di ambra" (in originale "Ótzi. Por un puñado de ámbar") è un fumetto a colori degli autori baschi Mikel Begoña e Iñaket, pubblicato in madrepatria dalla Norma Editorial. In Italia è stato pubblicato dalla Barta Edizioni.
Ha per protagonista Ötzi, l'uomo del calcolitico trovato mummificato sulle Alpi nel 1991. E' il primo volume di una trilogia ispirata alla saga spaghetti western di Sergio Leone composta dai tre film "Per un pugno di dollari", "Per qualche dollaro in più" e "Il buono, il brutto, il cattivo". Il secondo volume, "El bueno, el feo y el tuerto" è uscito a settembre in madrepatria.
Questa la trama: Europa, fine del IV millennio a.C. Misteriosi uomini a cavallo iniziano ad attaccare i villaggi alpini, con l'obiettivo di impadronirsi della sacra ambra.
Ötzi vive in un villaggio delle Alpi ed è il miglior arciere della sua tribù nonostante inizi ad essere avanti negli anni. A lui e all’impetuoso giovane Sölden, un altro ottimo arciere, l’oracolo affida la missione di proteggere dai feroci cavalieri i passi di montagna attraversati dai mercanti d'ambra.
Visto che sono una super fan della preistoria in generale e di Ötzi in particolare (ho anche visitato il museo a lui dedicato) non potevo lasciarmi scappare questo fumetto, in cui si ipotizza la causa della sua misteriosa morte.
Begoña e Iñaket per scriverlo hanno fatto riferimento agli studi effettuati su Ötzi e nelle zone alpine, ma hanno forzato la storia introducendo la doma dei cavalli, già in voga nelle steppe dell’Est, ma non sulle Alpi. D'altra parte una migrazione verso ovest di alcuni cavalieri è improbabile, ma non impossibile.
Ho trovato il fumetto appassionante e molto ben fatto. Nonostante ci sia un seguito, è fruibile anche come volume unico.
A livello artistico l'ho trovato molto bello, stilizzato, ma molto espressivo anche grazie all'uso del colore, con scene che si rifanno all'arte rupestre.
Consigliatissimo.

venerdì 21 ottobre 2016

La luna delle renne (Elizabeth Marshall Thomas)

"La Luna delle Renne" ("Raindeer Moon") è un romanzo del 1987 della scrittrice statunitense Elizabeth Marshall Thomas.
La protagonista è Yanan, nata nella Siberia di ventimila anni fa. La storia comincia quando la ragazza è già defunta e si svolge come un flashback in prima persona lungo due linee temporali parallele: quella che racconta la sua storia quando era in vita e quella che racconta la sua esperienza come spirito. Yanan è bella e abile, ma è una testa calda. Lei e gli altri cacciatori-raccoglitori della Siberia del Paleolitico superiore, molto simile ad una versione gelida della savana africana, lottano costantemente contro la fame, il freddo e tutti gli altri numerosi pericoli del loro ambiente. In questo contesto così duro le rigide regole sociali che regolano la vita dei gruppi umani possono diventare un aiuto, ma anche una prigione, soprattutto in inverno, quando il freddo costringe ad una vicinanza forzata.
La Marshall non è una paleontologa, ma si vede che ha studiato. L'ambiente naturale è ricostruito con cura e il comportamento delle popolazioni umane appare molto verosimile, probabilmente perché è ispirato a quello delle tribù di cacciatori-raccoglitori ju-wa del Kalahari presso cui l'autrice ha vissuto a lungo negli anni '50. Le capanne descritte, invece, sono ispirate a quelle riportate alla luce nel bacino dello Yenisei-Angara.
Ma per parlare di "La luna delle renne" bisogna andare ben oltre il realismo della storia, che è compromesso in partenza dalla decisione - pur molto interessante - di raccontare la storia come se le credenze spirituali delle popolazioni protagoniste fossero reali. Parte del fascino del romanzo deriva dalla suspense creata dalla scelta di raccontare solo alla fine la causa della morte della protagonista. La maggior parte, però, deriva dalla profonda umanità dei personaggi, che, per quanto seguano costumi che al lettore possono sembrare bizzarri, soffrono, gioiscono e amano alla nostra stessa maniera. Ho trovato particolarmente interessante, rispetto ad altri romanzi ambientati nella preistoria, scegliere di raccontare la storia di popolazioni che vivono in condizioni durissime. In questo modo la Marshall crea un romanzo di grande impatto emotivo. Questo soprattutto per quanto riguarda il racconto in prima persona della vita di Yanan, mentre ho trovato a tratti noiosi i racconti della sua esperienza come spirito, in cui si trasforma in vari animali per vivere come loro per un certo periodo.
Nonostante questo, il romanzo mi è piaciuto molto e lo consiglio senz'altro.
Ringrazio ancora Karmilla per avermelo segnalato!

giovedì 11 ottobre 2012

Weekend preistorico: incisioni rupestri in Val Camonica

Rosa camuna e personaggio con aureola
Case e figura a cavallo
Animali. Per gli antichi camuni erano molto importanti i cervi, considerati simboli solari per via dei palchi di corna che cadono e ricrescono
Spatole, persone e un labirinto

Le incisioni rupestri della Val Camonica sono state realizzate in un periodo che va dall’8000 a.C. al medioevo. Sulle stesse pietre si trovano, spesso sovrapposti, i cervi dei primi popoli cacciatori arrivati nella valle, gli oranti del neolitico, scene di guerra successive alla scoperta della fusione dei metalli, incisioni romane e simboli cristiani medievali. Attraverso i vari motivi figurativi si possono ripercorrere i cambiamenti della cultura camuna attraverso le epoche.
Le aree delle rocce istoriate sono suddivise in vari parchi. Noi siamo riusciti a vederne solo due. Il primo era quello delle Naquane che è anche il più importante. Abbiamo visitato anche la chiesetta vicina, dedicata alle sante Faustina e Liberata, dove si trovano massi con impronte di mani, che, secondo la tradizione, sarebbero stati fermati dalle sante.
Riparo preistorico
Ricostruzione di un'abitazione del Neolitico
Ricostruzione di una casa dell'età del ferro

 Il secondo sito che abbiamo visitato è stato quello di Ceto, Cimbergo e Paspardo, che si trova in un parco naturale e offre anche la ricostruzione di un’abitazione del Neolitico e di una dell’età del ferro. Inoltre il biglietto comprende l’ingresso al museo di Nadro, situato in un edificio medievale, che è piccolo, ma aiuta a capire quanto visto nei vari parchi.
Non bisogna però sottovalutare gli altri siti, in quanto ognuno ha i suoi punti di interesse. Secondo me bisognerebbe dedicare alle visite almeno un intero weekend. I biglietti d’ingresso per i siti sono molto abbordabili visto che si aggirano sui 3-4€ e che alcuni fanno riduzioni per i minori di 25 anni. L’ingresso ad alcune aree, come quella di Seradina-Bedolina è addirittura gratuito. L'Archeopark di Boario Terme costa di più , sui 7-8€, ma è molto interessante perché al suo interno sono ricostruiti insediamenti diversi sia per luogo sia per epoca e si possono provare attività che facevano parte della vita delle comunità preistoriche della valle, come il tiro con l’arco, macinare il grano, un percorso rituale in un labirinto…Probabilmente è un parco pensato soprattutto per i bambini, ma mi sarebbe piaciuto molto andarci. Magari la prossima volta.

martedì 25 settembre 2012

Weekend preistorico: Ötzi

Due weekend fa io e la Pelosa Metà siamo finalmente riusciti a fare il weekend all'insegna della preistoria che sognavamo da un po'. Il sabato siamo stati Bolzano, poi abbiamo dormito in un B&B a Pescarzo, un paesino dichiarato patrimonio Unesco vicino a Capo di Ponte, e il giorno dopo siamo andati a visitare un paio di siti di incisioni rupestri in val Camonica. In caso l'idea vi piaccia un consiglio: non fate come noi, piuttosto fate tutto il weekend in val Camonica e Bolzano a parte, magari associato ad altro e magari portando degli amici che dividano i costi se andate in macchina, perché abbiamo speso un sacco fra autostrada, benzina (anche perché secondo tradizione ci siamo drammaticamente persi), cibo, alloggio e musei. Ho deciso di dividere il viaggio in post a seconda della località, perché mi sembrava più comodo per chi volesse consigli pratici per un'eventuale gita.

Siamo andati per prima cosa a Bolzano a vedere la mostra speciale su Ötzi, l'uomo dell'età del rame (vissuto circa 5300 anni fa) trovato mummificato in ottime condizioni insieme al suo equipaggiamento (non l'avessero rovinato con il martello pneumatico mentre lo disseppellivano, GRRR!!!). In occasione dei 20 anni dalla scoperta della mummia tutto il museo è stato riconvertito a mostra sull'argomento, ed evidentemente la cosa funziona perché l'hanno prolungata fino al 13 gennaio 2013.

La mostra era favolosa, ovviamente il top erano la mummia e l'attrezzatura, ma c'erano parti interessantissime come l'analisi medica dell'uomo dei ghiacci (già si mangiavano troppi grassi animali allora), la nuova ricostruzione che ne hanno fatto (foto in alto), e la parte sulla sua misteriosa uccisione (gli hanno trovato una punta di freccia nella spalla, ma non capiscono se sia morto per quello o chi possa averlo ucciso). Altre parti come i documenti sul ritrovamento o le interviste agli addetti al marketing che ammettevano di voler spennare i turisti erano evitabili, ma c'erano chicche nonsense come le lettere delle persone convinte di essere reincarnazioni di Ötzi.

venerdì 14 settembre 2012

The inheritors (William Golding)

Un altro libro sulla preistoria, e ancora meglio sull'incontro fra Sapiens e Neanderthal, scritto nientemeno che da Signore-delle-mosche Golding!
Per prima cosa un grosso ringraziamento a Tapiroullant che non solo me l'ha fatto conoscere tramite la sua ottima recensione (che vi consiglio, visto che affrontiamo il libro da punti di vista un po'diversi), ma me l'ha anche prestato ^^
Per seconda cosa le brutte notizie: c'è stata un'edizione italiana del libro chiamata "Uomini nudi" (mmm, sexy!), ma è vecchissima e probabilmente introvabile. La soluzione è leggere il libro in originale come ho fatto io, però vi avverto che l'ho trovato parecchio difficile, per cui se non siete molto ferrati vi consiglio di non provarci nemmeno, ha fatto fatica anche Tapiroullant che legge moltissimo in inglese.
Parte della difficoltà, però, non viene dall'inglese, ma dal fatto che la storia è raccontata dal punto di vista di uno dei Neanderthal (non proprio attraverso i suoi occhi, ma più spesso "nei pressi" del personaggio), Lok, che peraltro è il più stupido della tribù. Quindi alcune situazioni che Lok non capisce sono descritte in modo tale che ci si mette parecchio a realizzare cosa avvenga davvero, soprattutto per quanto riguarda la descrizione delle attività sapiens. E' un modo di raccontare molto interessante, anche perché Golding immagina un tipo di pensiero diverso dal nostro, un pensiero che funziona principalmente attraverso immagini statiche. Immagina anche che i Neanderthal abbiano grosse difficoltà a comporre pensieri astratti e che abbiano una rozza forma di telepatia con cui riescono a trasmettersi queste immagini. Il problema è che non sempre Golding riesce a rendere bene questa differenza (concordo con Tapiroullant: a volte questa storia delle immagini sembra mascherare un pensiero che di fatto non è diverso dal nostro) e che di sicuro contribuisce a creare confusione nel lettore.
Per fortuna la storia in sé non è male una volta che si superano le difficoltà linguistiche. Si configura come una sorta di thriller: i membri della tribù cominciano a sparire e sull'irraggiungibile isola al centro del lago vicino a cui vivono compare una nuova gente...

ATTENDIBILITA' SCIENTIFICA
Ciò che mi ha colpito di più del libro è la descrizione dei Neanderthal, totalmente diversi da quanto ipotizzato dagli studi più recenti: sono Neanderthal anni '50 che camminano curvi, sono molto pelosi (tanto che i neonati si attaccano al pelo della madre), non sanno produrre il fuoco né costruire armi, vanno in giro nudi, hanno un pensiero molto semplice con difficoltà di astrazione, non amano l'acqua.
Tuttavia venerano una divinità femminile che vedono come madre del mondo, seppelliscono i morti (ma non hanno rispetto per gli antenati, tanto che scavano le vecchie tombe per utilizzarle per le nuove sepolture), nutrono sentimenti gli uni per gli altri e ritengono una grave colpa l'uccisione di animali (infatti mangiano solo quelli uccisi da qualche predatore), rispettano gli anziani, interpretano la forma di una radice come una figura umana stilizzata (un processo d'astrazione di alto livello). In più migrano stagionalmente fra luoghi prestabiliti, si dividono i compiti per genere e hanno una gerarchia: l'uomo più anziano "pensa" e decide i piani d'azione per la tribù, la donna più anziana è una sorta di sacerdotessa del principio femminile e sovrintende al fuoco.
Bene, adesso che ho elencato le caratteristiche dei Neanderthal di Golding posso analizzarle, insieme ad altri elementi che compaiono qua e là nel libro. Premetto che i Neanderthal mi interessano molto, ma che è possibile che le mie informazioni siano datate, lacunose (o influenzate dalla Mc Auel XD), quindi potete correggermi o aggiungere altro all'analisi.
Attenzione: molto di quello che dico qui proviene dalla conferenza di uno degli organizzatori di "The Great History of Human Diversity". Quindi potrebbe interessarvi anche se non vi importa del libro, perché alcune delle cose che dirò sono scoperte recentissime!

- I Neanderthal camminavano sicuramente eretti e dalle ricostruzioni pare non fossero poi così pelosi
- Sapevano costruire manufatti, e non solo di utilità pratica, infatti sono stati rinvenuti oggetti come una piccola faccia scolpita, una sorta di flauto e un braccialetto e si è scoperto che si adornavano i capelli di piume di rapace scelte accuratamente allo scopo. Il livello tecnologico descritto nel libro quindi è sicuramente scorretto
- Seppellivano certamente i loro morti in posizione fetale come nel libro (e in una tomba sono anche stati ritrovati dei fiori), ma che io sappia non ci sono testimonianze di un culto Neanderthal della grande madre terra. Le varie statuette di donne dalla forme materne esagerate (le cosiddette veneri) sono Sapiens. Tuttavia non ci sono testimonianze nemmeno del contrario
- Pare che dei nostri antenati (ma mooooolto più remoti dei Neanderthal, appena dopo l'uscita dalle foreste) seguissero gli itinerari dei carnivori per nutrirsi degli avanzi di carne prima dell'invenzione della caccia. Tuttavia, a parte aver attribuito questo comportamento alla specie sbagliata, il fatto che Golding ponga l'uccisione come tabù consapevole suona male, fa tanto buon selvaggio Roussoiano.
- Mi lascia perplessa la presenza di tigri dai denti a sciabola (descritte come una sorta di vampiri da Lok XD), secondo quanto ne so all'epoca dovevano essere quasi estinte o estinte del tutto
- La Auel ipotizza che i Neanderthal avessero problemi a nuotare perché le loro ossa erano più pesanti delle nostre. Se è vero la paura dell'acqua assume un senso.
- Il pensiero Neanderthal è un argomento discusso perché ovviamente nessuno ne ha mai conosciuto uno vivo. Quello che si sa è che aveva un cervello più grande di noi Sapiens, ma distribuito diversamente: i lobi frontali erano meno sviluppati e quelli occipitali di più. A seconda delle diverse funzioni delle varie zone del cervello si possono quindi fare ipotesi sul tipo di pensiero che corrisponde a questo diverso sviluppo. La Mc.Auel teorizza che per loro fosse molto più difficile innovare, ma che avessero una memoria molto migliore e immagina addirittura la presenza nei Neanderthal di una memoria ancestrale tramandata fra le generazioni (il che è molto affascinante a livello letterario, ma, temo, improbabile).
- La teoria secondo cui i Neanderthal si sarebbero estinti perché sterminati dai Sapiens sono state definitivamente cassate. Non solo le due specie hanno convissuto in Europa per più di 10.000 anni (e non solo loro, c'erano altre specie umane in giro), ma le ultime scoperte evidenziano la convivenza contemporanea in certi siti e la possibilità che si siano creati scambi commerciali e culturali (oltre agli scambi genetici che le ultime analisi del DNA sembrano testimoniare). Pare che quello che li ha fregati alla fine sia stata la pressione demografica

Per molti versi i Neanderthal di Golding sarebbero molto più realistici se invece di Neanderthal fossero una forma umana precedente. Il problema, ovviamente, è che in tal caso non si potrebbe immaginare un incontro con i Sapiens (vedere Wikipedia per credere...con riserva). Forse la soluzione sarebbe una forma contemporanea al sapiens molto più "arretrata", ma non saprei proporre un candidato convincente.

lunedì 27 agosto 2012

The great history of human diversity


Qualche mese fa ho assistito ad un'interessantissima conferenza tenuta da uno degli organizzatori della mostra The great history of human diversity che sarà ospitata dal Museo delle Scienze di Trento (orari: 10-18, chiuso il lunedì) dal 21 settembre 2012 al 13 gennaio 2013.
La conferenza anticipava alcune delle tematiche della mostra, che sembra interessantissima. Quantomeno, io ci voglio assolutamente andare *W*
Nel frattempo se fate i bravi vi dirò un paio di cosette che ho imparato alla conferenza.

lunedì 16 luglio 2012

Le caverne dipinte (e I figli della Terra): parliamone!


Cosa avete pensato di Le caverne dipinte? E della saga in generale?
Lo spazio dei commenti di questo post è dedicato al confronto su questo argomento, per cui chi non vuole spoiler lo eviti come la peste.

Un paio di regole:
- moderate i termini (a meno che non vogliate insultare la Auel per non averci dato una fine decente)
- cercate di restare in tema
- se esistono fanfiction che propongono un finale alternativo ditemelo per favore. Io stessa sono tentata di riscrivere l'ultimo libro così, per sport.
- si può discutere anche cosa leggere ora. Se avete romanzi ambientati nella preistoria da consigliarmi vi adoro. Mi accontento anche di un'antichità piuttosto remota o di popoli senza la ruota come le civiltà precolombiane. Mi piacciono anche testi scientifici, ma meglio se non sono troppo complicati.
Al momento su questo genere ho sottomano Darwinia di Wilson e The Inheritors di Golding, ma nessuno dei due mi convince. Invece non era niente male Il libro degli Yilanè di Harrison e, come ricorderete, mi era piaciuto molto Ossa della terra di Swanwick. Il famosissimo Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Lewis mi ha fatto schifo: è una robaccia freudiana e antiscientifica che tenta di essere comica riuscendo solo ad essere deprimente.

martedì 14 febbraio 2012

Ai primitivi piaceva disegnare le foche ciccione

Nella grotta di Nerja vicino a Malaga è stato ritrovato su di una stalattite il disegno in ocra di sei piccole foche monache. Le prime datazioni hanno rilevato che potrebbero essere le opere d'arte più antiche dell'umanità. E "umanità" è un termine che va inteso in maniera allargata, visto che risalgono a 43-45 mila anni fa, quando, secondo le teorie precedenti l'uomo sapiens ancora non era comparso in Europa. Di conseguenza o il suo arrivo in Europa va retrodatato, o le foche vanno attribuite a chi in Europa c'era da prima, ovvero all'uomo di Neanderthal! *_* Finora a questo nostro scomparso cugino non era stata attribuita abbastanza capacità d'astrazione per creare opere d'arte...anche se io ricordo chiaramente la scoperta di una scultura raffigurante un volto umano chiaramente attribuita a i Neanderthal. L'università La Sapienza di Roma propone una soluzione intermedia: che la fusione genetica (di cui sembrano emergere sempre più prove) fra sapiens e Neanderthal avesse prodotto anche un avvicinamento culturale dei due tipi umani,

Fonti:
Corriere della sera (22/01/12)

domenica 5 giugno 2011

Giocattoli sessuali preistorici


Tedeschi e svedesi a confronto: vincono i tedeschi

Timothy Taylor, uno studioso di archeologia, ha raccontato al Sunday Times: «Finora si pensava genericamente che il sesso, fra i nostri antenati, fosse eterosessuale ed esclusivamente a scopi riproduttivi. E si pensava che questo fosse l’atteggiamento “naturale” verso l’interazione sessuale». Probabilmente Taylor è cresciuto in una famiglia bigotta e sessista e ha scoperto l'esistenza di preservativi e omosessualità solo verso i 18 anni, la stessa a cui gli hano rivelato che Babbo Natale non esiste (ops, scusa bambino! In realtà esiste, pat, pat). Se le scimmie fanno sesso per piacere o come merce di scambio e i leoni maschi si inchiappettano in allegria, quanto è plausibile che le abitudini sessuali dei nostri antenati si conformassero al canone di Famiglia Cristiana?
Bè Taylor ha ri-scoperto la non esistenza di Babbo Natale (ops, scusa di nuovo bambino! In realtà esiste, pat, pat) nel remoto 2005 con il rinvenimento di un fallo di pietra in una caverna germanica, chiaramente usato come giocattolino sessuale. Il simpatico oggetto risale a ben 28.000 anni fa e le sue misure sono di 20 centimetri di lunghezza per un diametro di 3 centimetri.
Pare che la preistoria sia ricca di testimonianze dell’esistenza di giocattoli sessuali, usati già in tempi antichissimi. Nonostante ciò, in molti casi la levigatezza di questi utensili è stata interpretata con un loro uso alternativo, per esempio per scheggiare le selci. E se ce l'hai duro da spaccare le pietre...
Un altro dildo è stato reperito nel 2010 a Motala, Svezia. Meno aitante, è fatto in corno e misura dieci centimetri e mezzo di lunghezza per un diametro di circa due centimetri. Risale a 4-6.000 anni fa. Ma anche in questo caso i noiosissimi archeologi ipotizzano che venisse utilizzato pure, o forse solo, come scalpello. Un tizio un po'più originale, sul blog di Gsran Gruber (l'archeologo), sostiene che l’utensile assomiglia a uno strumento utilizzato da sua madre per macinare il peperoncino (a qualcuno piace piccante!).
In realtà di roba fallica con altre funzioni i "primitivi" erano pieni, in quanto la fertilità era vista come l'unica valida alternativa alla morte. Possiamo parlare per esempio dei mega falli usati nel primo teatro greco, o degli irrigatori per coltivazioni a forma fallica degli Inca.
Un'altra ipotesi è che questi falli preistorici siano rappresentazioni della fertilità maschile, molto più rare rispetto ai corrispettivi femminili (eeeh, bei tempi quando si era considerate superiori...).
La vera domanda però è questa: ma un giocattolino di pietra non è scomodissimo???

Fonti:
- http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/04_Aprile/29/sesso_caverne.shtml
- http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_22/fallo-preistorico-dipasqua_787d495a-957c-11df-91c3-00144f02aabe.shtml
- http://www.queerty.com/ancient-fire-tool-or-8000-year-old-dildo-20100722/
- http://www.parlandosparlando.com/view.php/id_1187/lingua_0/whoisit_1

Australopiteco a casa, pulisci e lava!!!


Oh yeah *ç*

Analisi sugli isotopi dello stronzio (sì, fa sempre ridere. Buon vecchio guascone di un minerale) presenti nei denti fossili di una ventina di ominidi (sia Paranthropus robustus -estintisi per motivi ignoti- sia Australopithecus africanus -i nostri nonnini), hanno rivelato che, tra i 2,7 e gli 1,7 milioni di anni fa, il maschio tendeva a starsene nella sua grotta, mentre la femmina andava a spasso nella savana per cacciare od unirsi a nuovi gruppi, mollando a casa compagni e figli.
I resti fossili analizzati dagli scienziati dell'Università di Oxford e dell'Università di Firenze al momento sono troppo pochi perchè questa teoria non sia questionabile, anche perchè i test sullo stronzio tendono ad essere parecchio distruttivi ("Dottor Runembaum, posso chiederle dov'è finito il nostro rarissimo cranio di ominide?" "Ehm *coff coff* avevamo bisogno di fare un'analisi degli isotopi dello stronzio" "MALEDETTO STRONZIO!!!").
Tuttavia l'ipotesi pare plausibile visto l'alto livello di testosterone dei nostri antenati, tenendo conto del quale si ipotizza che i maschi potessero diventare aggressivi al momento di entrare in un nuovo gruppo, mettendo in pericolo neonati e giovani. Quindi lo si lasciava direttamente a casa. Ottima soluzione.

GROWL!!!

venerdì 20 maggio 2011

The Land of Painted Caves by Jean M. Auel - Official Trailer

La saga dei figli della terra è una saga ambientata nella preistoria, scritta da Jean M. Auel. La protagonista è Ayla, una bambina Cro Magnon adottata da una tribù di Neanderthal. La ricostruzione storica è molto accurata, anche se ovviamente andando così indietro nel tempo non c'è sicurezza e quindi l'autrice fa sicuramente scelte discutibili. La storia è veramente appassionante, ma qui sono di parte: sono da sempre una fan sfegatata della saga dei figli della terra della M.Auel. Ancora un po'e mi faccio tatuare le copertine sulle chiappe.
Per ora la saga consiste di 5 libri che seguono la storia della vita di Ayla: Ayla figlia della terra, La valle dei cavalli, Gli eletti di Mut, Le pianure del passaggio, Focolari di pietra.
Per le trame dei libri della serie rimando al sito ufficiale (io per ora vi ho spoilerato solo l'inizio del primo libro):


E oggi ho scoperto che è uscito il sesto romanzo della saga!!! Si chiama La Terra delle Caverne Dipinte *_______*
In realtà sono un po'in ritardo, pare che sia uscito il 29 marzo in tutto il mondo.
L'unico problema è che già il quarto mi aveva abbastanza annoiato e deluso (se volete iniziare a leggere la saga vi conisglio di finirla col quarto che ha un finale perfetto) e sul gruppo internet di appassionati che bazzico tutti ne parlano male dicendo che è ripetitivo, noioso e che i personaggi risultano snaturati, quindi sono un po'ansiosa, ma non importa, lo comprerò e leggerò lo stesso da brava fan irrazionale. Per chi è un po'più sensato di me esiste una prewiew di 50 pagine in inglese che si può o scaricare o leggere in rete: http://www.jeanauel.com/books.php

E in ritardo come al solito ho scoperto che esiste anche un film tratto dal primo libro. L'originale si intitola The clan of the Cave Bear, ma è arrivato anche in Italia col nome di Cro-Magnon Odissea nella preistoria. Ayla è interpretata da Darryl Hannah. Anche di questo hanno parlato male (vedi recensione sul Corriere della Sera), ma devo procurarmelo lo stesso!

P.S. Accetto molto molto volentieri consigli su altri romanzi ambientati nella preistoria, pare che il genere non vada granchè, soprattutto in Italia (in inglese si trova più roba).

mercoledì 15 dicembre 2010

Adattamento lento



L'evoluzione non ha tenuto il ritmo con il rapido cambiamento del nostro stile di vita. I disagi provocati da questo sfasamento è l'oggetto di ricerca della medicina evolutiva.
Gli scienziati dello Smithsonian hanno stilato un nuovo elenco di queste piccole fregature:
1) i fastidi con i denti del giudizio perchè il cervello crescendo frega spazio alla mandibola
2) il mal di schiena, perchè la schiena è ancora fatta per camminare a 4 zampe
3) il cibo che va di traverso: camminando eretti esofago e trachea sono dritti, mentre a 4 zampe l'esofago sarebbe sotto e il cibo, essendo pesante finirebbe in automatico nel tubo giusto
4) il singhiozzo. Gli scienziati lo fanno risalire addirittura ad una fase anfibia, dove la glottide serviva ad ostruire le vie aeree per bloccare l'acqua
5) la possibilità di muovere le orecchie (è un difetto? Io me ne vanto sempre!). Serviva ai cacciatori per ascoltare i rumori a distanza eliminando il fastidio del vento
6) il coccige che era una buona vecchia coda
7) la pelle d'oca
8) l'appendice che non serve a niente se non a tentare di ammazzarti tramite peritonite

Ne vale la pena per cazzeggare tutto il giorno al computer invece di cacciare e squartare mufloni? Assolutamente sì!
Conclusione: quelli dello Smithsonian non hanno un cavolo da fare nella vita.

Fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/09/news/singhiozzo_e_pelle_d_oca_i_10_errori_dell_evoluzione-9987464/

mercoledì 13 ottobre 2010

Un film da vedere: "La guerra del fuoco" di Jean-Jacques Annaud)


Il film si apre con questa scritta:
"80.000 anni fa, la sopravvivenza degli uomini nelle immense distese inesplorate dipendeva dal possesso del fuoco. Per quegli esseri primitivi, il fuoco rimase un oggetto misterioso fino a quando non impararono a crearlo. Il fuoco doveva essere rubato alla natura, mantenuto in vita, protetto da vento e pioggia, difeso dai nemici. Il fuoco divenne simbolo di potere e sinonimo di sopravvivenza. Coloro che possedevano il fuoco, possedevano la vita."
Poi nessun altra comunicazione comprensibile: per tutto il film i personaggi si esprimono tramite gesti, grugniti o tramite un linguaggio, l'Ulam, inventato appositamente per il film nientemeno che da Anthony Brugess, autore di "Arancia Meccanica" (di suo consiglio fortemente anche "Il seme inquieto"). Il linguaggio gestuale invece è stato curato dall'etologo Desmond Morris. D'altronde anche Annaud non è mica il primo che passa: avete presente il film con Sean Connery tratto da "Il nome della rosa" (altro libro stupendo) di Umberto Eco? Bè, l'ha fatto lui. E "Sette anni in Tibet" con Brad Pitt? Bè, pure quello (di quello il libro era carino, ma non eccezionale).
Gli attori principali sono Everett McGill, Rae Dawn Chong, Ron Pearlman, Nicholas Kadi (linko le foto perchè è parecchio divertente confrontarle con le loro versioni preistoriche).
Il film parla di una tribù umana primitiva a cui si spegne il fuoco in seglito alla lotta con degli improbabili uomini scimmia. Visto che alla tribù mancano le conoscenze per crearlo artificialmente, tre uomini partono alla ricerca di un fuoco naturale per sostituire quello perduto.
Più che a una ricostruzione storica accurata (tribù vicine con uno sviluppo biologico e tecnologico diversissimo? Tigri dai denti a sciabola?) il film punta sulla dimensione epica del viaggio e sulla progressiva umanizzazione dei tre protagonisti.
E' senz'altro uno dei miei film preferiti nonostante certe scene un po'splatter. Ha vinto due Premi César per il miglior film e la regia e un Oscar per i trucchi.
Ho scoperto di recente che il film è tratto dall'omonimo romanzo di Rosny Ainé, pubblicato nel 1909, che fa parte di una serie più ampia di romanzi sulla preistoria. Dovrò indagare se sono ancora in giro, già li voglio!

GROWL!!!

Il trailer non è un granchè, lo metto soprattutto per dovere di cronaca e per chi si vuole fare una prima idea del film.



Fonti: Wikipedia, Corriere della Sera (il cui giudizio non è ottimo, grr), visione del film

Siamo un po' Neanderthal




Svante Paabo e i suoi colleghi dell'istituto Max Plank di Leipzig in Germania hanno analizzato il genoma dei Neanderthal ricostruendolo per la maggior parte e confrontandolo poi con quello di persone provenienti da varie parti del mondo. Secondo le loro ricerche l'Homo Sapiens, proveniente dall'Africa, si sarebbe mischiato con i Neanderthal Tra 80.000 e 50.000 anni fa, forse in Medio Oriente. Europei e Asiatici avrebbero dall'1 al 4% di geni dell'uomo di Neanderthal. Le ibridazioni riguarderebbero geni implicati nel metabolismo e nello sviluppo fisico e cognitivo.
Secondo il biologo molecolare e genetista Sean Carroll dell'università del Wisconsin (U.S.A) è possibile che questa ibridazione abbia consentito a noi Sapiens di adattarci ai nuovi climi e ambienti naturali.
I Neandertal sono la specie umana evolutivamente più vicina agli umani moderni. Prima di sparire 30.000 anni fa, hanno vissuto in larga parte in Europa e nell'Asia occidentale.
L'bridazione fra Neanderthal e Sapiens è stato un grande oggetto di discussione nella comunità scientifica. Ricordo che anche se specie differenti possono dare vita ad un ibrido, l'ibrido stesso può essere sterile, come il mulo, ibrido di asino e cavalla.

Evvivaaaaaa! I Neanderthal mi hanno sempre affascinato con il loro megacervello (più grande di quello di noi Sapiens, ma più sviluppato nella zona occipitale, quella della memoria, e meno nei lobi frontali) e il mistero della loro scomparsa e ho sempre sperato che di loro si fosse salvato qualcosa! Potrei avere il 4% di geni Neanderthal visto che sono europea *__________* (ho come l'impressione che la gente normale non sarebbe entusiasta della cosa...)!!!
Peraltro la possibilità di ibridazione fra Neanderthal e Sapiens è anche un punto cardine del bellissimo ciclo di romanzi "I figli della terra" di Jean M.Auel, che hanno segnato indissolubilmente la mia adolescenza (consigliatissimi).

GROWL!!!

Fonti: Corriere della Sera del 12/10/10, http://www.sciencemag.org/

Teschio Neanderthal e teschio Sapiens

Scheletro Neanderthal e scheletro Sapiens