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domenica 2 agosto 2015

Spinosaurus

Sono andata a vedere la nuova mostra sullo spinosauro del museo di scienze naturali di Milano.
All'inizio ero scandalizzata dai 10€ del biglietto, ma li vale tutti. La mostra si avvale di didascalie e filmati molto completi, ma che contengono più o meno le stesse informazioni.

Il museo ricostruisce la storia scientifica dello spinosauro a partire dai primi fossili scoperti dal paleontologo tedesco Ernst Stromer fino all'avventuroso recupero dello scheletro esposto.

Ma ancora più interessante è la ricostruzione dell'ecosistema del Kem Kem, la regione in cui viveva questo dinosauro, e la risoluzione del problema della convivenza di moltissimi predatori a fronte di un limitato numero di erbivori. Vengono analizzati anche vari interessantissimi animali appartenenti allo stesso habitat (ho trovato molto inquietanti le minuscole braccina del rugops).

Eraaffascinante anche l'approfondimento dedicato alle tecnologie di ricostruzione di modelli 3d usate nella paleontologia moderna.

Ma ovviamente il punto forte della mostra era lui, uno scheletro incredibilmente completo di spinosauro! I cartelli che lo circondano contengono tantissime informazioni sulle scoperte stupefacenti che ha permesso di fare, come quelle riguardanti il suo particolare sonar, o la vela che probabilmente non era uno strumento di termoregolazione come molti pensavano.

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale: http://www.spinosaurus.eu/info.php

mercoledì 13 giugno 2012

Museo di storia naturale di Londra


Cartolina del museo/Museum postcard

Il posto di Londra che mi è piaciuto più di tutti è stato il museo di scienze naturali *W* Già l'edificio in sè è bellissimo: in stile vittoriano con un qualcosa di gotico, ha animali realmente esistenti al posto dei gargoyle sia all'interno sia all'esterno e all'interno ha bassorilievi con ogni genere di animale, nonchè uno scheletro completo di diplodoco, Dippy, che è la mascotte del museo (soprassediamo sul nome da salsa messicana in cui pucciare i nachos).

All'esterno, nel bello spazio verde intorno al museo, abbiamo trovato una mostra delle più belle foto di animali dell'anno, davvero fighe, e un meraviglioso tronco fossile così antico che faceva venire i brividi *_*

Il museo è diviso in varie sezioni: animali di terra, animali marini, fossili marini...di primo acchito non è facile capire dove andare e infatti mi sono persa (notare la figaggine della teca sul rinoceronte lanoso, oggi estinto *_*). Purtroppo fra la calca e quel guastafeste di mio fratello che si annoiava a morte non sono riuscita a vederlo tutto, ma sono sicurissima che ne valga la pena!

Questo pesce mi somiglia...

La parte sui dinosauri non mi ha soddisfatta: ho dovuto fare un'ora di fila e una volta dentro più che reperti di valore c'era una mostra evidentemente pensata per bambini, con pochi pezzi, ma con un'ottima interazione (c'era anche un pupazzone ruggente di tirannosauro). Vista l'attesa e la calca anche dentro non ne vale la pena a meno che non siate con persone dagli 11 anni in giù.

Però presentava una delle teorie più interessanti sulla scomparsa dei dinosauri in cui mi sia mai imbattuta XD

In realtà il motivo principale per cui volevo visitare il museo erano gli scheletri di ittiosauro scoperti da Mary Anning, che pensavo di trovare nella sezione dinosauri e che invece erano in quella fossili marini.
E' stato veramente emozionante vederli! In particolare l'esemplare della seconda foto, che si è conservato nel momento esatto del parto!!! ç_ç

Come sempre ho watermarkato tutto con l'indirizzo del blog che uso di più perchè sono pigra.

giovedì 10 maggio 2012

Bones of the earth (Michael Swanwick)

Ho scoperto questo libro grazie a Tapiroullant di Tapirullanza, che è stato così carino da nominarmi come "persona che lo adorerebbe" nella sua recensione. CVD l'ho adorato *W*
L'ho letto in inglese, ma dovrebbe esistere anche in italiano con il titolo "Ossa della terra". Non ho trovato l'inglese troppo ostico, ma Tapiroullant dice che sono strana io perchè lui (che legge tantissimo in inglese!) l'ha trovato uno degli inglesi peggiori di sempre.
E' stato scritto nel 2002 come espansione del suo racconto "Scherzo with Tyrannosaur", vincitore del premio Hugo, ed è stato nominato per il Nebula (miglior romanzo), l'Hugo di nuovo, il Campbell e il Locus. Infatti è fighissimo e sono scandalizzata che non me abbia vinto nessuno.
Ok, vi siete rotti le palle e volete sapere di cosa parla. Procedo.
Un paleontologo un giorno riceve la visita di uno strano personaggio che cerca di  convincerlo ad entrare a far parte della sua organizzazione. Come strumento di persuasione gli lascia un congelatore. Dentro c'è la testa di uno stegosauro ucciso di fresco.
E non vi dico altro che spoilerare sarebbe un peccato. Aggiungo solo che in questo libro ci sono un sacco di quelle cose che solo a nominarle mi riempiono di gioia estatica: dinosauri, biologia, una deliziosa teoria sull'estinzione dei dinosauri (peraltro anche se è un'invenzione è ben argomentata, si vede che Swanwick ha studiato), viaggi nel tempo (e relativi paradossi), stranezze evolutive. Il tutto corredato da terroristi creazionisti.
Certo, c'erano dei punti dove si sarebbe anche potuto fare di meglio, ma anche se l'ho detto etichetto come eretica questa opinione perchè è un capolavoro. E se non vi piace siete dei grezzoni.

Di Swanwick ho letto anche Cuore d'acciaio (The Iron Dragon's Daughter), stavolta in italiano,  che però mi ha molto deluso. Ha una fighissima ambientazione che mescola fantasy (fate, dreaghi, magia...) e steampunk, ma la storia si può definire solo come metempsicotica e un po'sordida. Nonostante ciò è piaciuta molto a Gamberetta del famoso sito di recensioni di Fantascienza e Fantasy Gamberi Fantasy che io stimo molto, per cui prendete la mia opinione con le pinze e leggete anche la sua recensione prima di cassarlo.

lunedì 11 aprile 2011

Un Eudicotiledone al giorno scaccia il medico di torno


Fra le ceneri vulcaniche di un antico lago, in Cina, è stato ritrovato il primo fossile intatto, vecchio 125 milioni di anni, di un Eudicotiledone maturo. Prima gli scienziati avevano dovuto basarsi sul polline fossile. Che roba sono gli Eudicotiledoni? Bho, leggetevi la pagina di wikipedia. Per i non iniziati comunque basti sapere che comprendono aceri, mele, ranuncoli e soffioni. In pratica un pomeriggio al parco con anche la merenda.
E pare che all'epoca dei dinosauri fosse tutto un fiorellino, altro che felci giganti, pietroni e zaffate di vulcano in sottofondo! Dinosauri bucolici, questa è la verità! Se volete un po'di brivido però sappiate che visto che allora non c'erano le apine, il polline lo portavano insettacci preistorici brutti brutti.
Fonti:
http://palaeoblog.blogspot.com/2011/04/eudicot-from-early-cretaceous-of-china.html
http://www.eurekalert.org/pub_releases/2011-03/iu-fib033111.php

giovedì 27 gennaio 2011

Strane creature



Strane creature è un libro di Tracy Chevalier, autrice nota soprattutto per il suo La ragazza con l'orecchino di perla da cui è stato tratto un film con Scarlet Johansson. In sintesi Strane creature è la storia di Mary Anning, che ritrovò svariati fossili non molto prima dell'uscita dell'Origine delle specie di Darwin, dando così un grande contributo alla formulazione della teoria dell'evoluzione. Nel romanzo la trama ruota attorno all'amicizia femminile, al difficile ruolo della donna non sposata nel Regno Unito a inizio '800 e alla bruciante passione per i fossili. Per la trama estesa rimando al sito dell'editore.
La parte romanzata delle vicende è sostenuta da un'accuratissima ricerca storica: i personaggi e l'ambiente sono realmente esistiti e la maggior parte degli avvenimenti narrati sono accaduti veramente. Questo libro è una goduria per qualunque appassionato di romanzi storici.
Il punto forte della Chevalier sta soprattuttutto nella definizione dei personaggi: la scrittura (o magari la traduzione) non è eccezionale, ma i personaggi bucano il foglio. Infatti sono realisticamente figli della loro epoca, ma allo stesso tempo riflettono, mettono in discussione e a volte sfidano i limiti sociali e mentali del loro tempo. Sono personaggi con una psicologia complessa e in continua evoluzione che sorprendono sempre e rendono molto gradevole questo libro nonostante in realtà la trama sia piuttosto povera di avvenimenti (come d'altronde è necessario per l'accuratezza storica).
Poi ovviamente, essendo una maniaca sfegatata di fossili ed evoluzionismo ho apprezzato particolarmente anche le parti del libro dedicate al ritrovamento dei fossili, specie a quello dell'ittiosauro ❤ e alla costruzione delle relative teorie.



Un adorabile ittiosauro prima e dopo la cura. Vedete cosa succede a fare troppe diete?


E c'è anche un plesiosauro!

mercoledì 26 gennaio 2011

Un dinosauro con un dito solo



In Mongolia è stato scoperto il fossile di un dinosauro che a differenza degli altri dinosauri conosciuti aveva un dito solo. Apparteneva al gruppo dei teropodi che ha dato vita ai tirannosauri, ai velociraptor e poi anche agli uccelli. Originariamente i teropodi avevano 5 dita, che successivamente divenirono 3 e nel tirannosauro addirittura 2.
E' stato chiamato Linhenykus monodactylus ed era all'incirca delle dimensioni di un pappagallino.
Per ora l'ipotesi è che l'unico artiglio gli servisse a scavare nel terreno per cercare insetti.
Di sicuro era anche un dinosauro educato, in quanto fisicamente incapace di fare il dito medio.

Fonti:
http://www.eurekalert.org/pub_releases/2011-01/ucl-tfs012411.php
http://palaeoblog.blogspot.com/2011/01/linhenykus-monodactylus-first-single.html

giovedì 16 dicembre 2010

Pinguini giganti



In Perù è stato trovato il fossile di un pinguino di 1,5 metri (quasi come me, mi faccio battere anche dai pinguini preistorici ormai -_-'), che è stato chiamato inkayacu paracasensis (re dell'acqua), per gli amici Pedro. Pare che nel tardo Eocene in Perù ci fossero un sacco di pinguini giganti. Sarà che i mangiapinguini si sono evoluti dopo...
Il becco era più stretto e lungo che nelle specie attuali. Inoltre essendo decisamente più pesante dei pinguini moderni poteva anche nuotare molto più in profondità.
Il fossile è tanto ben conservato che si è ricostruito anche il colore delle piume, che era marrone-rossiccio! Pare infatti che il colore bianco e nero degli attuali pinguini sia un cambiamento recente. Con questa scoperta la comunità scientifica può finalmente dimostrare che i pinguini sono delle fashion victims.

Fonti:
http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-11420635
http://www.science20.com/news_articles/no_tuxedo_prehistoric_giant_penguin_inkayacu_paracasensis_was_brown_and_grey