Visualizzazione post con etichetta Neanderthal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Neanderthal. Mostra tutti i post

venerdì 7 ottobre 2016

L'uomo dei Balzi Rossi (Stanis Mulas)

"L'uomo dei Balzi Rossi" è un romanzo del 1988 di Stanis Mulas, uno studioso di archeologia mediterranea, laureato in giurisprudenza, che ha esercitato la professione legale e collaborato a vari quotidiani. Mulas ha pubblicato più di cento romanzi, tra gialli e d'avventura, sotto diversi pseudonimi, fino alla sua morte nel 1993.
Il libro ha avuto varie ristampe (che io sappia solo cartacee), ma al momento è difficilissimo da trovare. Io ho comprato usata su Amazon la prima edizione dell'Euroclub Italia (con in copertina fotogrammi del meraviglioso "La guerra del fuoco" di Annaud) ad un prezzo irrisorio.
Ho scoperto questo romanzo su consiglio di Karmilla, una lettrice del mio (più o meno defunto) blog "La Voce del Dinosauro" più di un anno fa. Me l'ha consigliato in quanto sono un'appassionata di preistoria e questo è uno dei pochi romanzi ambientati in quel periodo. In più, rispetto ad altri, ha la particolarità di essere ambientato nientemeno che in Italia, in Liguria, e di essere stato scritto da uno studioso di archeologia mediterranea.
Il romanzo trae spunto da un sito archeologico realmente esistente. Balzi Rossi, infatti, è il nome di una spiaggia, di un museo e di un complesso di grotte vicino a Ventimiglia in cui, dalla seconda metà dell'Ottocento, sono stati trovati diversi reperti paleolitici. Il luogo è chiamato così per il colore della roccia, formata da calcare ricco di minerali ferrosi. Il sito comprende circa 15 caverne con una ventina di sepolture umane, oggetti di vario tipo, un'incisione rupestre e resti animali. Gli scheletri rinvenuti appartengono a uomini di Cro-Magnon (sapiens).
Mulas racconta di uno dei tanti incontri tra i Neanderthal che hanno vissuto per cinquantamila anni lungo l’arco della riviera ligure, e i Cro-Magnon, tramite due storie parallele, quella della vita quotidiana della tribù Neanderthal dei Balzi Rossi e quella di un gruppo di Cro-Magnon che lasciano i territori gelidi in cui sono nati e affrontano un viaggio lungo e pericoloso per raggiungere i Territori Caldi e la Grande Acqua Salata di cui narrano i loro anziani.
Naturalmente il cammino delle due genti si incrocerà, con conseguenze imprevedibili, fra scontri, intrighi e storie d'amore.
Il romanzo in generale è abbastanza ben scritto. L'italiano risulta a tratti antiquato e a tratti molto moderno. Il ritmo è buono, anche se ci sono degli episodi, spesso alla fine, che risultano un po' sconnessi. Il punto di vista è quello di un narratore onnisciente esterno. I personaggi principali sono interessanti e abbastanza approfonditi, quelli secondari risultano sottomessi alle necessità della narrazione (alcuni presenti fin dall'inizio vengono presentati solo quando compiono azioni rilevanti e i personaggi minori sono solo tratteggiati).
Dal punto di vista paleontologico, pur essendo un libro piuttosto vecchio, è comunque molto interessante. Infatti in passato i Cro-Magnon erano spesso indicati come la causa dell'estinzione dei Neanderthal nonostante secondo i reperti abbiano convissuto con i Neanderthal per circa 60.000 anni nel Levante e per più di 10.000 anni in Francia. Questo libro invece promulga un'ipotesi che sembra in linea con alcune recenti scoperte.
Ovviamente ho trovato interessante anche il ritratto delle due culture, raccontate come sullo stesso piano a livello di sviluppo tecnico e culturale, ma comunque differenti: anarchici i Neanderthal, gerarchici i Cro-Magnon, con capi donna in periodo di pace e uomini in periodo di guerra.
Un punto di vista molto diverso da quello della McAuel nella saga de "I figli della Terra".
Quello che ho trovato un po' da romanzaccio di serie Z è stata l'insistenza sulle scene di sesso e sulla libertà sessuale delle donne, chiaramente filtrati da un punto di vista maschile.
In definitiva non è un romanzo incredibile, ma se siete appassionati del genere e siete interessati alla preistoria italiana ve lo consiglio senz'altro.

venerdì 14 settembre 2012

The inheritors (William Golding)

Un altro libro sulla preistoria, e ancora meglio sull'incontro fra Sapiens e Neanderthal, scritto nientemeno che da Signore-delle-mosche Golding!
Per prima cosa un grosso ringraziamento a Tapiroullant che non solo me l'ha fatto conoscere tramite la sua ottima recensione (che vi consiglio, visto che affrontiamo il libro da punti di vista un po'diversi), ma me l'ha anche prestato ^^
Per seconda cosa le brutte notizie: c'è stata un'edizione italiana del libro chiamata "Uomini nudi" (mmm, sexy!), ma è vecchissima e probabilmente introvabile. La soluzione è leggere il libro in originale come ho fatto io, però vi avverto che l'ho trovato parecchio difficile, per cui se non siete molto ferrati vi consiglio di non provarci nemmeno, ha fatto fatica anche Tapiroullant che legge moltissimo in inglese.
Parte della difficoltà, però, non viene dall'inglese, ma dal fatto che la storia è raccontata dal punto di vista di uno dei Neanderthal (non proprio attraverso i suoi occhi, ma più spesso "nei pressi" del personaggio), Lok, che peraltro è il più stupido della tribù. Quindi alcune situazioni che Lok non capisce sono descritte in modo tale che ci si mette parecchio a realizzare cosa avvenga davvero, soprattutto per quanto riguarda la descrizione delle attività sapiens. E' un modo di raccontare molto interessante, anche perché Golding immagina un tipo di pensiero diverso dal nostro, un pensiero che funziona principalmente attraverso immagini statiche. Immagina anche che i Neanderthal abbiano grosse difficoltà a comporre pensieri astratti e che abbiano una rozza forma di telepatia con cui riescono a trasmettersi queste immagini. Il problema è che non sempre Golding riesce a rendere bene questa differenza (concordo con Tapiroullant: a volte questa storia delle immagini sembra mascherare un pensiero che di fatto non è diverso dal nostro) e che di sicuro contribuisce a creare confusione nel lettore.
Per fortuna la storia in sé non è male una volta che si superano le difficoltà linguistiche. Si configura come una sorta di thriller: i membri della tribù cominciano a sparire e sull'irraggiungibile isola al centro del lago vicino a cui vivono compare una nuova gente...

ATTENDIBILITA' SCIENTIFICA
Ciò che mi ha colpito di più del libro è la descrizione dei Neanderthal, totalmente diversi da quanto ipotizzato dagli studi più recenti: sono Neanderthal anni '50 che camminano curvi, sono molto pelosi (tanto che i neonati si attaccano al pelo della madre), non sanno produrre il fuoco né costruire armi, vanno in giro nudi, hanno un pensiero molto semplice con difficoltà di astrazione, non amano l'acqua.
Tuttavia venerano una divinità femminile che vedono come madre del mondo, seppelliscono i morti (ma non hanno rispetto per gli antenati, tanto che scavano le vecchie tombe per utilizzarle per le nuove sepolture), nutrono sentimenti gli uni per gli altri e ritengono una grave colpa l'uccisione di animali (infatti mangiano solo quelli uccisi da qualche predatore), rispettano gli anziani, interpretano la forma di una radice come una figura umana stilizzata (un processo d'astrazione di alto livello). In più migrano stagionalmente fra luoghi prestabiliti, si dividono i compiti per genere e hanno una gerarchia: l'uomo più anziano "pensa" e decide i piani d'azione per la tribù, la donna più anziana è una sorta di sacerdotessa del principio femminile e sovrintende al fuoco.
Bene, adesso che ho elencato le caratteristiche dei Neanderthal di Golding posso analizzarle, insieme ad altri elementi che compaiono qua e là nel libro. Premetto che i Neanderthal mi interessano molto, ma che è possibile che le mie informazioni siano datate, lacunose (o influenzate dalla Mc Auel XD), quindi potete correggermi o aggiungere altro all'analisi.
Attenzione: molto di quello che dico qui proviene dalla conferenza di uno degli organizzatori di "The Great History of Human Diversity". Quindi potrebbe interessarvi anche se non vi importa del libro, perché alcune delle cose che dirò sono scoperte recentissime!

- I Neanderthal camminavano sicuramente eretti e dalle ricostruzioni pare non fossero poi così pelosi
- Sapevano costruire manufatti, e non solo di utilità pratica, infatti sono stati rinvenuti oggetti come una piccola faccia scolpita, una sorta di flauto e un braccialetto e si è scoperto che si adornavano i capelli di piume di rapace scelte accuratamente allo scopo. Il livello tecnologico descritto nel libro quindi è sicuramente scorretto
- Seppellivano certamente i loro morti in posizione fetale come nel libro (e in una tomba sono anche stati ritrovati dei fiori), ma che io sappia non ci sono testimonianze di un culto Neanderthal della grande madre terra. Le varie statuette di donne dalla forme materne esagerate (le cosiddette veneri) sono Sapiens. Tuttavia non ci sono testimonianze nemmeno del contrario
- Pare che dei nostri antenati (ma mooooolto più remoti dei Neanderthal, appena dopo l'uscita dalle foreste) seguissero gli itinerari dei carnivori per nutrirsi degli avanzi di carne prima dell'invenzione della caccia. Tuttavia, a parte aver attribuito questo comportamento alla specie sbagliata, il fatto che Golding ponga l'uccisione come tabù consapevole suona male, fa tanto buon selvaggio Roussoiano.
- Mi lascia perplessa la presenza di tigri dai denti a sciabola (descritte come una sorta di vampiri da Lok XD), secondo quanto ne so all'epoca dovevano essere quasi estinte o estinte del tutto
- La Auel ipotizza che i Neanderthal avessero problemi a nuotare perché le loro ossa erano più pesanti delle nostre. Se è vero la paura dell'acqua assume un senso.
- Il pensiero Neanderthal è un argomento discusso perché ovviamente nessuno ne ha mai conosciuto uno vivo. Quello che si sa è che aveva un cervello più grande di noi Sapiens, ma distribuito diversamente: i lobi frontali erano meno sviluppati e quelli occipitali di più. A seconda delle diverse funzioni delle varie zone del cervello si possono quindi fare ipotesi sul tipo di pensiero che corrisponde a questo diverso sviluppo. La Mc.Auel teorizza che per loro fosse molto più difficile innovare, ma che avessero una memoria molto migliore e immagina addirittura la presenza nei Neanderthal di una memoria ancestrale tramandata fra le generazioni (il che è molto affascinante a livello letterario, ma, temo, improbabile).
- La teoria secondo cui i Neanderthal si sarebbero estinti perché sterminati dai Sapiens sono state definitivamente cassate. Non solo le due specie hanno convissuto in Europa per più di 10.000 anni (e non solo loro, c'erano altre specie umane in giro), ma le ultime scoperte evidenziano la convivenza contemporanea in certi siti e la possibilità che si siano creati scambi commerciali e culturali (oltre agli scambi genetici che le ultime analisi del DNA sembrano testimoniare). Pare che quello che li ha fregati alla fine sia stata la pressione demografica

Per molti versi i Neanderthal di Golding sarebbero molto più realistici se invece di Neanderthal fossero una forma umana precedente. Il problema, ovviamente, è che in tal caso non si potrebbe immaginare un incontro con i Sapiens (vedere Wikipedia per credere...con riserva). Forse la soluzione sarebbe una forma contemporanea al sapiens molto più "arretrata", ma non saprei proporre un candidato convincente.

domenica 15 luglio 2012

The land of painted caves - Le caverne dipinte: recensione


Ho appena finito di leggere l'ultimo libro della Mc Auel, che a quanto pare dovrebbe essere il capitolo conclusivo della saga dei figli della terra. Scusate, ci ho messo tanto perchè l'ho letto in inglese ed è una mappazza da quasi 800 pagine e quindi in autobus mi portavo il kindle.
Mentre lo leggevo ho fatto dei confronti in libreria con l'edizione italiana che mi è sembrata molto ben tradotta, quindi leggerlo in inglese non vale la pena se dovete fare fatica e non godervi il libro. Non vi perdete niente.
N.B. In questo post cercherò di non fare spoiler, ma non posso recensire il libro senza parlarne, quindi se volete una sicurezza del 100% non leggete oltre. Per favore, evitate spoiler anche nei commenti: per parlare apertamente del libro pubblicherò subito dopo questo un post dedicato in cui si possa discuterne nello spazio riservato ai commenti.

Dunque, commenti a caldo: sicuramente è meglio del penultimo che secondo me era una noia mortale, il che è consolante. Almeno qui succede qualcosa. Tuttavia non è all'altezza degli altri romanzi. Per vari motivi che spiegherò con calma nel post, consiglio caldamente ai non ancora iniziati di concludere la serie con il quarto romanzo, Le pianure del passaggio. Quello è un gran finale per la saga. Sezionata così è è una delle mie saghe preferite in assoluto, una storia grandiosa, avventurosa, piena di personaggi affascinanti e basata su ricerche scientifiche accurate (alcune nuove scoperte sembrano contraddire la Auel, ma è incredibile vedere quante ne ha azzeccate).
Il 5° libro è una palla, non succede quasi niente, è davvero una delusione enorme dopo gli altri. Praticamente urla "gentili lettori, la scrittrice è pagata a parola quindi cuccatevi un sacco di nulla tirato per le lunghe".
Invece il vero problema di Le caverne dipinte è che sarebbe potuto anche essere un buon libro e salvare la serie dall'orrenda caduta del quinto libro, ma è gestito malissimo.
In primo luogo è pieno di ripetizioni inutili e noiose. Anche solo a tagliare quelle il libro migliorerebbe notevolmente (e sarebbe più comodo da leggere in autobus). Alcune hanno anche un loro perché in quanto sono flashback su avvenimenti successi negli altri libri che il lettore (se non è un fanatico come me) potrebbe anche non ricordarsi. Andrebbero ristrette un pochino, ma vabbè. Anche le descrizioni di cose irrilevanti possono avere senso per gli appassionati di preistoria che le possono confrontare con le loro conoscenze. Però la gente comincia a scocciarsi quando la canzone della Grande Madre Terra, che è lunghissima, viene riportata per intero 4 o 5 volte, invece di dire che viene cantata e basta, e lo stesso vale per le presentazioni per esteso dei personaggi con tutte le loro parentele e per la scena ripetuta un sacco di volte quasi sempre con le stesse parole in cui si deve dire anche dei più ridicoli personaggi secondari che hanno notato lo strano accento di Ayla. Questi sono i casi più eclatanti, ma non sono gli unici. Però c'è una parte leggendo la quale ci si sente veramente presi per i fondelli: la Auel ripropone una situazione già avvenuta in un altro libro e la risolve esattamente allo stesso modo, e questo proprio alla fine, dopo una parte interessante che il lettore avrebbe voluto vedere approfondita. Ok copiare, ma non da te stessa e non all'interno della stessa serie e NON a fine libro, tanto più se è l'ultimo della serie!!!
Anche la suddivisione interna del libro lascia forti perplessità, in quanto si dà molto spazio a vicende di scarsa importanza e si taglia su quelle più interessanti. Il libro è diviso in tre sezioni:
- La prima inizia con il raduno estivo che si svolge dopo la fine del libro precedente. Lo stile e l'ambientazione di questa parte sono quelle del già noioso Focolari di pietra, ma qui non si fa che rinfrescare le idee al lettore sui personaggi e sulle loro relazioni, tirandola molto per le lunghe. L'impressione è che sia in gran parte superflua. Dopodiché viene descritto un breve viaggio, che comunque viene sbrodolato troppo.
- La seconda parte riguarda un viaggio  per visitare le caverne dipinte del titolo, ambientato quattro anni dopo. C'è del movimento e qualche avventura interessante, ma anche questa sezione viene tirata troppo per le lunghe, soprattutto per quanto riguarda la descrizione delle suddette caverne e l'introduzione di una quantità di nuovi personaggi che, nonostante non abbiano alcuna importanza ai fini della trama, devono presentarsi per esteso e notare lo strano accento di Ayla.
- La terza parte (e siamo già oltre pagina 500) si svolge dopo un altro salto temporale, stavolta di un anno. Ayla ha circa 26 anni. A questo punto (finalmente!) comincia un pezzo veramente buono che dura circa 200 pagine. La Auel riesce a portare in primo piano in maniera sensata un'ottima idea che era già emersa negli altri libri e a mostrarne le conseguenze, che sembrano preannunciare sommovimenti collettivi, riflessioni da parte dei protagonisti e azione in generale. Il lettore sa già come si evolverà la situazione in termini storici, ma, forse anche per questo, si crea una forte suspance su come sarà gestita la questione nella situazione contingente dei personaggi. Si coglie anche l'eco di riferimenti biblici. Nel frattempo però emerge la situazione scopiazzata dall'altro romanzo di cui parlavo prima, che rapidamente passa in primo piano, mentre quella veramente avvincente viene lasciata sullo sfondo. Anche situazioni meno interessanti storicamente, ma più importanti per la vicenda personale della protagonista (visioni, movimenti di nemici...), vengono descritte minuziosamente solo per essere lasciate in sospeso. Di conseguenza, visto che questo avviene alla fine, la conclusione risulta assolutamente sottotono, sia come narrazione sia come atmosfera, anche se si cerca di salvare capra e cavoli con una frasetta banale sulle conseguenze dell'idea interessante. Dopo quelle 200 pagine tremendamente avvincenti, una fine del genere mi ha deluso terribilmente. L'autrice tira il sasso e nasconde la mano. La prima domanda che mi sono posta una volta chiuso il libro è stata "ma la Auel non ha un editor?". Sarebbe bastato davvero poco per migliorare considerevolmente il libro, e con uno sforzo maggiore se ne sarebbe potuto fare anche un bel romanzo. La seconda domanda è stata "ma le situazioni lasciate aperte? Mica avrà cambiato idea e vorrà fare un altro volume! Ormai è vecchia!". A pensarci bene, probabilmente le situazioni irrisolte rimarranno tali e forse c'è addirittura da sperarlo, vista la qualità degli ultimi libri. Insomma, sono rimasta delusa e forse ancor di più perché in questo libro, a differenza che nell'altro, c'è del buono. E' come vedere Anakin diventare Darth Vader.  Se non avete ancora letto il libro e avete domande siete i benvenuti, se l'avete letto e volete discuterne (o discutere della serie in generale) vi rimando al prossimo post.

martedì 14 febbraio 2012

Ai primitivi piaceva disegnare le foche ciccione

Nella grotta di Nerja vicino a Malaga è stato ritrovato su di una stalattite il disegno in ocra di sei piccole foche monache. Le prime datazioni hanno rilevato che potrebbero essere le opere d'arte più antiche dell'umanità. E "umanità" è un termine che va inteso in maniera allargata, visto che risalgono a 43-45 mila anni fa, quando, secondo le teorie precedenti l'uomo sapiens ancora non era comparso in Europa. Di conseguenza o il suo arrivo in Europa va retrodatato, o le foche vanno attribuite a chi in Europa c'era da prima, ovvero all'uomo di Neanderthal! *_* Finora a questo nostro scomparso cugino non era stata attribuita abbastanza capacità d'astrazione per creare opere d'arte...anche se io ricordo chiaramente la scoperta di una scultura raffigurante un volto umano chiaramente attribuita a i Neanderthal. L'università La Sapienza di Roma propone una soluzione intermedia: che la fusione genetica (di cui sembrano emergere sempre più prove) fra sapiens e Neanderthal avesse prodotto anche un avvicinamento culturale dei due tipi umani,

Fonti:
Corriere della sera (22/01/12)

venerdì 20 maggio 2011

The Land of Painted Caves by Jean M. Auel - Official Trailer

La saga dei figli della terra è una saga ambientata nella preistoria, scritta da Jean M. Auel. La protagonista è Ayla, una bambina Cro Magnon adottata da una tribù di Neanderthal. La ricostruzione storica è molto accurata, anche se ovviamente andando così indietro nel tempo non c'è sicurezza e quindi l'autrice fa sicuramente scelte discutibili. La storia è veramente appassionante, ma qui sono di parte: sono da sempre una fan sfegatata della saga dei figli della terra della M.Auel. Ancora un po'e mi faccio tatuare le copertine sulle chiappe.
Per ora la saga consiste di 5 libri che seguono la storia della vita di Ayla: Ayla figlia della terra, La valle dei cavalli, Gli eletti di Mut, Le pianure del passaggio, Focolari di pietra.
Per le trame dei libri della serie rimando al sito ufficiale (io per ora vi ho spoilerato solo l'inizio del primo libro):


E oggi ho scoperto che è uscito il sesto romanzo della saga!!! Si chiama La Terra delle Caverne Dipinte *_______*
In realtà sono un po'in ritardo, pare che sia uscito il 29 marzo in tutto il mondo.
L'unico problema è che già il quarto mi aveva abbastanza annoiato e deluso (se volete iniziare a leggere la saga vi conisglio di finirla col quarto che ha un finale perfetto) e sul gruppo internet di appassionati che bazzico tutti ne parlano male dicendo che è ripetitivo, noioso e che i personaggi risultano snaturati, quindi sono un po'ansiosa, ma non importa, lo comprerò e leggerò lo stesso da brava fan irrazionale. Per chi è un po'più sensato di me esiste una prewiew di 50 pagine in inglese che si può o scaricare o leggere in rete: http://www.jeanauel.com/books.php

E in ritardo come al solito ho scoperto che esiste anche un film tratto dal primo libro. L'originale si intitola The clan of the Cave Bear, ma è arrivato anche in Italia col nome di Cro-Magnon Odissea nella preistoria. Ayla è interpretata da Darryl Hannah. Anche di questo hanno parlato male (vedi recensione sul Corriere della Sera), ma devo procurarmelo lo stesso!

P.S. Accetto molto molto volentieri consigli su altri romanzi ambientati nella preistoria, pare che il genere non vada granchè, soprattutto in Italia (in inglese si trova più roba).

mercoledì 13 ottobre 2010

Siamo un po' Neanderthal




Svante Paabo e i suoi colleghi dell'istituto Max Plank di Leipzig in Germania hanno analizzato il genoma dei Neanderthal ricostruendolo per la maggior parte e confrontandolo poi con quello di persone provenienti da varie parti del mondo. Secondo le loro ricerche l'Homo Sapiens, proveniente dall'Africa, si sarebbe mischiato con i Neanderthal Tra 80.000 e 50.000 anni fa, forse in Medio Oriente. Europei e Asiatici avrebbero dall'1 al 4% di geni dell'uomo di Neanderthal. Le ibridazioni riguarderebbero geni implicati nel metabolismo e nello sviluppo fisico e cognitivo.
Secondo il biologo molecolare e genetista Sean Carroll dell'università del Wisconsin (U.S.A) è possibile che questa ibridazione abbia consentito a noi Sapiens di adattarci ai nuovi climi e ambienti naturali.
I Neandertal sono la specie umana evolutivamente più vicina agli umani moderni. Prima di sparire 30.000 anni fa, hanno vissuto in larga parte in Europa e nell'Asia occidentale.
L'bridazione fra Neanderthal e Sapiens è stato un grande oggetto di discussione nella comunità scientifica. Ricordo che anche se specie differenti possono dare vita ad un ibrido, l'ibrido stesso può essere sterile, come il mulo, ibrido di asino e cavalla.

Evvivaaaaaa! I Neanderthal mi hanno sempre affascinato con il loro megacervello (più grande di quello di noi Sapiens, ma più sviluppato nella zona occipitale, quella della memoria, e meno nei lobi frontali) e il mistero della loro scomparsa e ho sempre sperato che di loro si fosse salvato qualcosa! Potrei avere il 4% di geni Neanderthal visto che sono europea *__________* (ho come l'impressione che la gente normale non sarebbe entusiasta della cosa...)!!!
Peraltro la possibilità di ibridazione fra Neanderthal e Sapiens è anche un punto cardine del bellissimo ciclo di romanzi "I figli della terra" di Jean M.Auel, che hanno segnato indissolubilmente la mia adolescenza (consigliatissimi).

GROWL!!!

Fonti: Corriere della Sera del 12/10/10, http://www.sciencemag.org/

Teschio Neanderthal e teschio Sapiens

Scheletro Neanderthal e scheletro Sapiens